Un libro pubblicato da Les Flâneurs Edizioni racconta le storie di successo di imprenditori che hanno saputo coniugare innovazione tecnologica e tradizione

Nelle terre assolate di Puglia, ai confini con l’arcigna Basilicata e i sassi di Matera, nella Murgia agricola e rocciosa, si sta realizzando in silenzio un piccolo miracolo economico. Come nella più famosa Silicon Valley, dove si concentrano alcune delle più grandi e importanti realtà dell’information tecnology del mondo, anche qui sta prendendo forma un cantiere di idee, talenti e progetti di innovazione nato dall’ispirazione di un gruppo di imprenditori. L’obiettivo è dar vita a una vera e propria “Murgia Valley“, sulla base del vincente modello nordamericano.

Sinergie, capacità di fare rete, condivisione di saperi sono le fondamenta di questo ambizioso progetto, volto alla realizzazione di un brand che identifichi tutte quelle imprese, con sede nel territorio, ma operanti in tutto il mondo, che hanno fatto dello sviluppo tecnologico il proprio marchio di fabbrica senza però slegarlo da una ben radicata identità culturale. Da un insieme di valori e tradizioni, tramandati da generazioni, da utilizzare come risorse.

Le storie virtuose di queste aziende sono state raccolte da Antonio Prota e da Flavio Roberto Albano nel libro “Murgia Valley. L’evoluzione della specie” (Les Flâneurs Edizioni). L’intento del volume, secondo gli autori, è dimostrare come in regioni storicamente considerate in ritardo, o depresse, afflitte da endemici problemi strutturali sia invece possibile fare impresa con successo, garantendo non solo la possibilità di creare posti di lavoro ma anche, a cascata, benefici per tutta la comunità.

La parola chiave che unisce questi casi è una sola: innovazione. Un’innovazione che passa, senza dubbio e prima di tutto, attraverso lo sviluppo tecnologico e le sue straordinarie applicazioni. Il mondo di oggi cambia alla velocità della luce, i processi aziendali per mantenere alti i livelli di competitività devono di conseguenza adeguarsi alle trasformazioni in atto.

Per questo motivo soltanto le aziende flessibili e orientate al cambiamento sono in grado di resistere alle sfide di un mercato sempre più globale e ricco di insidie ma al tempo stesso anche di grandi opportunità. Per poter raggiungere importanti risultati, tuttavia, è necessario anche rischiare, un verbo quest’ultimo che spesso terrorizza chi decide di fare impresa ma che in tanti casi è stato determinante come dimostrano appunto le storie narrate nel libro.

Gli autori hanno cercato di dar voce alle esperienze personali e professionali di chi osserva questo principio quotidianamente, nel tentativo di concretizzare la propria visione di innovazione in un territorio rurale in cui l’evoluzione si attua garantendo la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale di cui dispone. Tra aneddoti e tecnicismi gli imprenditori intervistati suggeriscono la strada da percorrere per realizzare un progetto di successo che miri alla crescita e al benessere della comunità.

Tra i protagonisti del volume eccone alcuni. Salvatore Pepe con la sua azienda “Mosaico digitale” ha riportato alla ribalta quest’arte millenaria, rivoluzionandone le prospettive creative, affiancando alla tradizionale tecnica mosaicista un innovativo sistema, basato sulle più moderne tecnologie digitali, rendendo così possibile la realizzazione di un numero infinito di soluzioni nella forma e nei colori.

Salvatore Pepe, titolare di “Mosaico digitale”
Maria Rita Costanza è la responsabile di “Macnil”, azienda di informatica, elettronica e telecomunicazioni, specializzata nello sviluppo di Progetti M2M e IoT(Internet of Things). Progetta sistemi integrati per le Smart City e di telecontrollo nei settori automotive, telematics e telemedicina.

Maria Rita Costanza, responsabile di Macnil
Roberto Calculli è ceo di “Digital Box”, azienda impegnata nella progettazione e nello sviluppo di piattaforme digitali, solide e affidabili, per sostenere nel tempo le sfide imprenditoriali del marketing nell’era dei dispositivi mobili.

Roberto Calculli, ceo di Digital Box
Queste sono soltanto alcune delle storie raccontate nel volume. Un libro che, da un’iniziale struttura più tecnica, vira subito verso un linguaggio più caldo e appassionato, grazie alle vicende prima di tutto umane e poi economiche dei suoi protagonisti, ambientate in luoghi carichi di storia che non sono solo la sede di queste aziende ma veri e propri scrigni dove, tra algoritmi, taralli e vino, si progetta con coraggio il futuro.

La foto in alto è di Piero Amendolara

Fonte: https://www.primopiano.info/2018/07/31/il-miracolo-della-murgia-valley-tra-algoritmi-e-taralli/

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