Davide Delle Foglie – Senior HR Manager di Primadonna

1. Chi sei?
Sono un 47enne fortunato che nella sua vita ha segnato due goal che definirei straordinari. Il primo è stato realizzato creando una famiglia bellissima, il secondo è quando ho scelto casualmente di intraprendere la mia vita professionale nelle risorse umane. Se il primo goal mi ha completato come persona dandomi forza e caparbietà, il secondo mi ha permesso di sviluppare alcune capacità che non credevo di avere (vedasi capacità di ascolto, resilienza, flessibilità) e di entrare in contatto con persone e contesti organizzativi che hanno aperto la mia mente . Queste due reti hanno cambiato la mia vita.

2. Raccontaci in 10 battute la tua azienda.
Primadonna Spa è una realtà unica del fast fashion retail nel panorama nazionale a testimonianza che – anche – nel Sud Italia si può fare impresa. E’ unica perché incarna la vera essenza di una realtà che deve competere nell’arena di un mercato instabile, volubile ed altamente competitivo. In Primadonna devi essere fast nel prendere le decisioni perché il mercato impone questo, devi nutrire passione ed amore per il lavoro che fai e devi avere gli “attributi” e le “spalle larghe” per resistere a ritmi completamente diversi da altri contesti. Senza volermi dilungare troppo, in una battuta la definirei EFFERVESCENTE!

3. Quale tema chiave stai affrontando in questo periodo?
In una realtà cresciuta molto velocemente ed in maniera esponenziale è chiaro che si è dato spazio allo sviluppo a discapito della realizzazione / consolidamento di alcuni processi. Premesso che, una realtà del fast fashion retail non può ingessarsi in processi e procedure perché si rischia di “arrivare lunghi” rispetto alle esigenze del mercato esterno (come detto estremamente volubile), il mio effort è focalizzato nel migliorare alcuni processi chiave perché si possa recuperare efficienza competitiva ma anche perché vengano disegnate responsabilità chiare e ben definite finalizzate a responsabilizzare ognuno eliminando gli alibi riconducibili alla presenza dell’Imprenditore troppo spesso chiamato in causa per liberare il manager di turno da ogni tipo di responsabilità.

4. Ami il tuo lavoro? Perché?
Se amo il mio lavoro? Mi definirei un “HR ADDICTED” Onestamente non riesco a vedermi in un altro ruolo organizzativo. Fare l’Hr Manager è un lavoro bellissimo perché ti consente di coniugare due aspetti apparentemente in antitesi tra loro (quello psicologico con quello tecnico, dove l’uno e l’altro devo bilanciarsi alla perfezione); perché riesce a farti vivere emozioni altalenanti anche all’interno della stessa giornata (godere della felicità di chi viene premiato per le sue performance e rattristarsi mascherandosi dietro una “maschera priva di espressione” nel momento in cui si è di fronte alla delusione di chi scopre di aver perso un lavoro); perché riesce a farti sentire al centro dell’organizzazione per cui lavori (non può esserci un sistema organizzato di persone senza un hr!) ed al tempo stesso patire la solitudine di chi è chiamato in alcune circostanze a studiare ed implementare azioni estremamente delicate; perché devi fungere da ponte tra gli obiettivi di breve periodo (quelli di business) e quelli di medio lungo (quelli di sviluppo del talento).

5. Un aspetto del tuo carattere
Un elemento distintivo del mio carattere è sicuramente il pragmatismo.

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